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ANTICHI MACCHINARI IN CAVA ONGARI

La Cava Ongari Cerutti si trova nella zona ovest di Milano ed è oggi parte integrante del Parco delle Cave, uno dei più grandi polmoni verdi della città (oltre 135 ettari).
L’area è attualmente gestita da Italia Nostra, che ne cura la conservazione ambientale e la valorizzazione culturale.
Originariamente destinata all’estrazione di sabbia e ghiaia, la cava è stata attiva fino al 1980.
I materiali estratti hanno contribuito per decenni alla crescita edilizia di Milano, specialmente nel periodo del boom economico. Dopo la cessazione dell’attività estrattiva, la cava è stata abbandonata per alcuni anni, finché non è iniziato un importante processo di recupero naturalistico.
Oggi la Cava Ongari Cerutti è un esempio riuscito di riqualificazione ambientale, con specchi d’acqua, aree boschive e sentieri naturalistici, offrendo un habitat ricco di biodiversità e un’oasi di tranquillità per cittadini e visitatori.

Contesto Naturalistico e Culturale
Dopo la cessazione delle attività nel 1980, la Cava Ongari Cerutti è divenuta un’area di interesse naturalistico, con la colonizzazione spontanea da parte di piante pioniere e fauna locale. I macchinari abbandonati, oltre a testimoniare l’archeologia industriale della zona, sono ora integrati in un paesaggio ibrido tra natura e memoria storica.
Alcuni elementi, come i murales presenti su strutture in cemento, indicano un riuso artistico del sito, in sintonia con i moderni approcci di rigenerazione urbana e valorizzazione del patrimonio industriale.

Attualmente in Cava Ongari esistono ancora due macchinari – uno con la scritta Chiodini –
che risalgono alle lavorazioni di sabbia e ghiaia degli anni Ottanta.

Da alcune ricerche effettuate siamo riusciti a ricavare qualche dettaglio tecnico.


1. Macchinario n.1 – Macina a cono (frantumatore)

Tipologia: Frantoio a cono
Funzione: Frantumazione secondaria o terziaria di materiale lapideo (ghiaia/sabbia)
Materiale: Acciaio e ghisa, struttura portante in ferro
Stato di conservazione: Parzialmente arrugginito, ma struttura ancora riconoscibile
Caratteristiche distintive:
• Cono centrale mobile montato su molle elicoidali
• Tramoggia superiore per il carico del materiale
• Struttura rialzata per la raccolta del materiale frantumato

Contesto storico-tecnico:
Utilizzato probabilmente negli ultimi decenni di attività della cava, questo tipo di frantoio veniva impiegato per ottenere granulometrie più fini dopo una frantumazione primaria. Le molle servivano a proteggere il macchinario da sovraccarichi.


2. Macchinario n.2 – Vaglio vibrante (probabile)

Produttore: Carlo Chiodini & C. – Turbigo (MI)
Tipologia: Vaglio vibrante o impianto di selezione
Funzione: Separazione del materiale per granulometria
Materiale: Ferro verniciato, ringhiere in acciaio
Stato di conservazione: Degrado avanzato, vegetazione invadente, vernice sgretolata
Caratteristiche distintive:
• Superfici inclinate e tramogge sottostanti per lo smistamento
• Struttura con ringhiere per accesso al piano superiore
• Presenza di tubazioni laterali e supporti meccanici

Contesto storico-tecnico:
Macchinario utilizzato per il vaglio del materiale estratto, elemento essenziale nei cicli produttivi delle cave per separare sabbia, ghiaia fine e ciottoli. La ditta Chiodini era attiva nel settore della carpenteria pesante per impianti industriali, tipicamente cave e cementifici.


Ricerca effettuata da Stefano Valera
Giornalista “il diciotto”
6 Maggio 2025