Farfalle

ETEROCERI e ROPALOCERI … o più semplicemente farfalle!
Da maggio a giugno è facile avvistare questi insetti, così apprezzati da grandi e piccini

Le farfalle sono fra gli insetti più conosciuti e apprezzati, grazie alla loro bellezza e alla facilità con cui possono essere avvistate anche senza ricerche particolari. Più recentemente ci si è anche accorti che questi insetti sono degli ottimi indicatori ambientali, ossia organismi che con la loro stessa presenza danno indicazioni sullo stato di salute degli habitat in cui si trovano.

Un ambiente in cui si vedono molte farfalle di molte specie diverse è quasi certamente un ambiente ben conservato, con diversi microhabitat, una flora ricca e varia, ridotto uso di prodotti chimici e di pratiche agricole intensive.

Le farfalle appartengono all’ordine dei Lepidotteri, che tradizionalmente viene diviso in due grandi sottordini gli Eteroceri, chiamati genericamente falene, cui appartengono specie dal corpo tozzo e peloso, antenne filiformi o a forma di pettine, attività il più delle volte notturna, e i Ropaloceri, riconoscibili per le antenne di forma clavata (ossia espanse a forma di mazza all’estremità), noti come farfalle diurne.

Si tratta di insetti a metamorfosi completa; il loro ciclo di sviluppo prevede quindi che dall’uovo schiuda una larva, detta comunemente bruco, che dopo in genere quattro stadi di accrescimento si trasforma in crisalide; da questa emerge infine l’insetto alato.

Le farfalle diurne allo stadio larvale sono tutte fitofaghe, ossia si nutrono di tessuti vegetali.
Gli adulti invece appetiscono il nettare dei fiori o altre sostanze zuccherine.
Per alimentarsi il loro apparato boccale è modificato in una specie di proboscide, chiamata spiritromba, che a riposo se ne sta arrotolata sotto il capo e viene distesa solo per aspirare gli alimenti in forma liquida. Le ali delle farfalle sono ricoperte di minutissime squame, originate da peli modificati, disposte come le tegole su un tetto; sono proprio queste squame, che vengono facilmente perse se maneggiate incautamente, a determinare la colorazione delle ali, che spesso si presentano cangianti o iridescenti a seconda dell’incidenza dalla luce.

Al Parco delle Cave e al Boscoincittà sono state individuate almeno 13 specie di farfalle, tutte fra le più comuni e diffuse. I luoghi in cui è più facile osservarle sono le fasce di vegetazione spontanea, erbacea e arbustiva, che cresce soprattutto lungo i fossi e i sentieri; il periodo migliore va da maggio a luglio. Chi ha un giardino o un terrazzo abbastanza grande può richiamare le farfalle e altri insetti floricoli (api, bombi, etc) mettendo a dimora piante con fioriture particolarmente gradite quali lavanda, menta, timo, lillà, verga d’oro, verbena.

Nicola Pilon | entomologo
www.elitron.mi.it
rif. Sentieri in città n. 17 – 2° serie