Coleotteri

COLEOTTERI
Carabidi, crisomelidi, cerambicidi.
Piccoli insetti che possono essere anche grandi indicatori di qualità ambientale


In tutto il regno animale l’ordine dei coleotteri è il più numeroso: nel mondo sono state censite almeno 350.000 specie, delle quali 12.000 sono presenti in Italia. L’ordine è suddiviso in 150 famiglie circa; fra le più importanti si possono ricordare carabidi, stafilinidi, scarabeidi, cerambicidi, crisomelidi, curculionidi.

La caratteristica che accomuna tutti i coleotteri è il fatto di avere il primo paio di ali trasformato in un astuccio rigido (elitre) che non è adatto al volo, ma che protegge il dorso. Sono proprio le elitre a dare a questi insetti l’aspetto ‘corazzato’ che contraddistingue maggiolini, coccinelle e scarabei in genere.
Al di sotto delle elitre si trovano le ali membranose, che gli animali possono usare per il volo sollevando le elitre. Molte specie tuttavia hanno perso la capacità di volare e si spostano solo correndo sul terreno.

Esistono anche gruppi adattati alla vita acquatica, che nuotano agilmente nelle acque dolci.

Lo sviluppo avviene attraverso gli stadi di uovo, larva, pupa (fase immobile corrispondente alla crisalide delle farfalle) e insetto adulto, e può compiersi in un periodo di tempo molto variabile a seconda delle specie, da poche settimane a diversi anni. L’apparato boccale è di tipo masticatore; sono quindi dotati di robuste mandibole con cui attaccano quasi ogni sostanza organica conosciuta. Esistono specie predatrici (o zoofaghe) che si cibano di altri invertebrati (larve e adulti di insetti, molluschi, vermi, crostacei, acari e ragni) e talvolta di vertebrati (piccoli pesci e anfibi), specie vegetariane (o fitofaghe) che vivono a spese di vegetali (foglie, semi, fiori, radici, fusti legnosi ed erbacei). Vi è poi l’importantissima categoria dei decompositori, che si nutre di sostanze di scarto (legno e foglie morte, carogne, escrementi) contribuendo in modo fondamentale al ciclo degli elementi.

I coleotteri si sono adattati a colonizzare praticamente tutti gli ambienti del pianeta con eccezione di mari e oceani; dai ruscelli ai deserti, dalle spiagge marine alla tundra e alle abitazioni dell’uomo, ogni ambiente ha la propria fauna e ovviamente non è qui possibile passare in rassegna, neanche brevemente, l’infinita varietà di adattamenti e specializzazioni. Nel nostro Paese sono poche le specie che hanno un nome comune ben conosciuto da tutti e questi rari casi sono spesso oggetto di confusione anche perché i coleotteri facilmente osservabili in città o negli ambienti antropizzati sono sempre meno frequenti.

Nicola Pilon
Entomologo | nicola@elitron.it
crediti foto e testi Sentieri in città II serie/anno 5 • n. 11 • febbraio 2008