Aironi

Bianchi o cenerini… sono gli  aironi del parco
A volte basta trovarsi a giocare sui tappeti erbosi della cascina San Romano per avere la fortuna  di avvistare un grande uccello bianco o grigio che si alza in volo dalle sponde del canale Parea: è un airone bianco o cenerino

Gli aironi sono uccelli di dimensioni medie o grandi e appartengono alla famiglia degli ardeidi, diffusa in tutto il mondo con circa 65 specie, quasi tutte legate all’ambiente acquatico.

Gli ardeidi non nuotano come le anatre o gli svassi, ma solitamente cercano le loro prede perlustrando le acque basse di stagni, canali, risaie. In genere hanno zampe lunghe e un lungo becco, caratteristiche che facilitano i movimenti e la cattura delle prede in acqua.

Le specie di ardeidi osservate al Boscoincittà sono cinque:
– airone cenerino                    Ardea cinerea
– airone bianco maggiore        Ardea alba
– garzetta comune                  Egretta garzetta
– nitticora comune                   Nycticorax nycticorax
– tarabuso                               Botaurus stellaris

I censimenti vengono compiuti dallo studio naturalistico Platypus, che da anni collabora con il CFU effettuando studi zoologici e suggerendo criteri gestionali per la fauna del parco.

Percorrendo Boscoincittà è facile imbattersi nelle due specie di aironi, mentre ci vuole un po’ più di fortuna o una ricerca più metodica per avvistare le altre specie.

Airone bianco

L’airone bianco e l’airone cenerino sono grandi (circa 90 centimetri il cenerino, poco meno il bianco) ed eleganti; il collo è spesso tenuto ripiegato a “S”, anche durante il volo quando le zampe sono distese all’indietro. Il lungo becco diritto, lo sguardo attento alla ricerca della preda e il colore bianco candido dell’airone bianco maggiore o quello grigio con macchie e striature bianche e nere dell’airone cenerino fanno di questi uccelli delle creature splendide.
Per quanto siano comuni, vederli genera sempre una certa emozione.

Soprattutto durante i mesi invernali, i luoghi del parco in cui è più facile avvistarli sono il giardino d’acqua (verso Figino) e il canale che dagli orti Spiné raggiunge la via Novara, costeggiando dapprima un vasto rimboschimento e poi dei prati da sfalcio.
A volte un ‘bianco’ e un ‘cenerino’ stanno appostati pacificamente a pochi metri di distanza l’uno dall’altro. Sembra si tengano compagnia, invece stanno solo sfruttando la stessa dispensa!

Anche poco oltre i confini del parco, se spaziamo con la vista sui campi e sulle risaie, è facile individuare altri esemplari di questi uccelli. Se passiamo nelle loro vicinanze, gli aironi non temono la nostra presenza a meno che non si superi un’invisibile linea che demarca il loro margine di sicurezza; quando inconsapevolmente varchiamo questa linea, si alzano in volo dispiegando le grandi ali per andare a posarsi, spesso, a poche decine di metri, in un prato o in un campo. La loro non sembra tanto una fuga quanto uno spostamento temporaneo, per stabilire di nuovo la distanza di sicurezza.

Gli aironi non trascorrono l’intero ciclo vitale al Boscoincittà: costruiscono i propri nidi fuori dai confini del parco in particolari colonie chiamate garzaie. Pertanto, nel parco, sono solo ‘ospiti a pranzo’: vengono qui per alimentarsi nei mesi invernali (l’airone bianco) o anche per tutto l’anno (il cenerino) perché trovano un habitat adatto e risorse di cibo adeguate grazie alla varietà delle zone umide, che forniscono una vasta gamma di pesci, anfibi e invertebrati acquatici, tutti appetiti da questi uccelli predatori.

Airone cinerino

Gli aironi sono generalmente uccelli migratori; i cenerini tuttavia sono spesso sedentari, ed è per questo che li possiamo trovare durante tutto l’arco dell’anno. Diverso è il caso dell’airone bianco: pochi sono gli individui che nidificano in Italia; la maggior parte si limita a trascorrere l’inverno dalle nostre parti, per allontanarsi verso aprile e andare a riprodursi altrove, prevalentemente nell’Europa centrale e orientale. L’airone bianco, fra l’altro, fino agli anni ‘80 non era nemmeno annoverato fra le specie italiane: lui e l’airone guardabuoi (non presente al Bosco) sono una ‘nuova acquisizione’ della fauna italiana, a riprova del fatto che, anche quando non sono trasportati più o meno volontariamente dall’uomo, gli organismi possono variare spontaneamente le loro abitudini e la scelta dei territori, in continuo adeguamento alle variazioni delle condizioni ambientali, fatto che costituisce la chiave di volta dell’evoluzione (o dell’estinzione, quando l’adeguamento non funziona) delle specie.

Una volta gli aironi non si incontravano così di frequente. Nella pianura padana, negli ultimi decenni, sono aumentati un po’ dappertutto, soprattutto nell’area centrooccidentale dove impera la coltivazione del riso, e lungo le aste dei corsi d’acqua. Con tutti gli animali che tendono a scomparire e a rarefarsi è una piacevole sorpresa constatare che questi uccelli sono in netta espansione. Secondo gli studi compiuti dai ricercatori dell’Università di Pavia e dalla Regione Lombardia, i fattori che negli ultimi decenni potrebbero avere aiutato gli aironi a diffondersi in Italia, e in particolare nella pianura padana, sono:
– la diminuzione del bracconaggio
– la tutela delle garzaie nelle aree protette
– gli inverni mediamente più miti.

Pur non disponendo di dati quantitativi, mi sembra opportuno aggiungere a questi fattori il recente aumento di animali acquatici alloctoni appetibili per gli aironi, come varie specie di pesci e il gambero rosso della Louisiana.

ALESSANDRA DAVINI
Naturalista | CFU
riferimento crediti foto Sentieri in città n° II serie/anno 9 n. 20 aprile 2012

 

Altri ardeidi

Garzetta | Egretta garzetta
E’ un piccolo airone (circa 55 cm di lunghezza) interamente bianco che si distingue dall’airone bianco maggiore per le dimensioni e per le penne che in estate formano dei ciuffi dietro la testa e sulle scapole.
Il becco è nero e le zampe sono nere con i piedi gialli. Il collo è particolarmente sottile. Si nutre di piccoli vertebrati (pesciolini, anfibi) e invertebrati acquatici. Nidifica in colonie e la popolazione presente nella pianura padana è aumentata di molto nel corso degli ultimi decenni.

Nitticora | Nycticorax nycticorax
E’ tozzo e con zampe e becco più corti degli altri aironi, rispetto ai quali è anche più piccolo (circa 50 cm di lunghezza). Il dorso e il capo sono neri mentre il resto del piumaggio è più chiaro. Dal capo pende una lunga cresta chiara. Gli individui immaturi presentano una colorazione mimetica con tonalità brune e più chiare. Ha abitudini crepuscolari. Nidifica generalmente in colonie. In controtendenza rispetto agli altri ardeidi, la nitticora ha subito una diminuzione numerica negli ultimi anni.

Tarabuso | Botaurus stellaris
E’ un uccello solitario dal colore mimetico bruno barrato e macchiettato. Somiglia un po’ a un individuo immaturo di nitticora, ma è più grande (75 cm). Ha l’abitudine di tenere il becco rivolto verso l’alto quando se ne sta nascosto nella vegetazione delle zone umide dove vive (paludi, stagni e anche risaie purché con vegetazione del tipo fragmiteto o tifeto) e questa, insieme al colore, costituisce una forma di mimetismo. Ha abitudini crepuscolari e nidifica tra le canne. È un uccello piuttosto raro.